GIOVANNA DI NAPOLI

DRAMMA LIRICO IN UN PROLOGO E TRE ATTI

MILANO, F. LUCCA.

18000.

GIOVANNA DI NAPOLI

Dramma lirico tu un prologo e tre atti

DI

ANTONIO GHISLANZONI

MUSICA DEL MAESTRO

DA RAPPRESENTARSI

AL REGIO TEATRO DI TORINO

Il Carnevale 1 $60-70

MILANO

COI TIPI DI FRANCESCO LUCCA.

Proprietà per tulli i paesi Deposto a norma delle Leggj Diritti di traduzione riservati

Proprietà letteraria. Legge 25 giugno 1865.

PERSONAGGI ATTORI

GIOVANNA Sig.a Stolz Teresa

LORENZO Sig. Fancelli Giuseppe

FABBRIZiO MALACARNE . Sig. Trivero Carlo

MATILDE, di lui nipote . . Sig.a Contarmi Albina

MARINO, gran Cancelliere della

Regina Sig. Melzi Cesare

ANIELLO, pescatore . . . Sig. Cotogni Antonio

MARTA, sua moglie . . . Sig.a Zamboni Angelina

SFORZA Sig. Trivero Carlo

Il Capitano delle Guardie reali Sig. Marchetti Giuseppe

MASO, Taverniere . . Sig. Angiolini Raffaele

Gentiluomini Cavalieri Dame Grandi della Corte Popolo Pescatori Marinaj Soldati, ecc.

Anno 1415.

Il virgolato si ommette per brevità*

PROLOGO

SCENA PRIMA.

Sala nella villa della regina Giovanna a Sorrento. In fondo una galleria - da lontano il mare.

Grandi della Corte, Cavalieri e Smanie, Lorenzo

che si aggira inquieto nella scena.

Dame Perchè mai dalle sale festanti La regina tosto sparì? Senza lei, delle danze, dei canti Il tripudio, il concento languì. Cav. Di Roma il sacro Nunzio

Qui giunse inaspettato. Lok. (avvicinandosi al Coro)

Augel di tristo augurio! (sottovoce girando fra i diversi crocchi (Nè di trovar m'è dato L'angelo mio!) (si allontana) Dame (accennando a Lorenzo) Vedetelo :

Come cercando va? Cav. Di quante belle ha Napoli

Ei la più bella avrà. (suoni interni) Titti Ecco il suon che alle danze ne invita; Dolce ebbrezza già invade ogni cor; Accordami nelle danze è la vita, Tra le danze si annoda l'amor.

SCENA II.

Lorenzo e IBatilde.

Lor. (tenendo per mano Matilde)

Matilde... dimmi... parlami.. Qual turbamento strano!,,,

& PROLOGO

Mat. Nulla... Lorenzo!

Lor. Gelida...

Tremante è la tua mano... Gli sguardi irrequieti Perchè d'intorno giri? Mi guardi e poi sospiri.,. dirmi vuoi perchè; E puoi tu aver segreti, Angelo mio, per me?...

Mat. Questo dolor... quest'ansia

A te spiegar non giova ; Forse vuol Dio som metterci A una terribil prova.„ Della regina un detto Misera appien può farmi, 0 lieta ritornarmi Al mio sognato ciel!

Lor. Ah ! tu mi strazii il petto

Col dubbio più crude! !

Mat. (levandosi dal dito un anello)

Se mai dovrem dividerci, Conforto ai giorni mesti, Un pegno... una memoria Dell' amor mio ti resti...

Lor. (con trasporto)

Chi mai, chi mai potria Frangere il nostro amor?...

Mat. (con dolor >e)0 madre.,, o madre mia!

(si abbandona piangendo nelle braccia di Lorenzo)

Lor. M'apri, o fanciulla, il cor.

(breve silenzio)

Mat. (con abbandono)

Perchè il segreto rapirmi brami?

È il mio terrore chimera vana;

Io son felice perchè tu m'ami,

Perchè l'amore confìn non ha. A te vicina, da te lontana,

Sempre il mio cuore col tuo vivrà.

PROLOGO 7 Lor. È ver qual forza temer poss' io ?

D'amarti sempre chi può vietarmi? Tu sei mia sposa dinanzi a Dio ;

(le pone in dito un anello) La nostra sorte segnata è già! Se tu, Matilde, giuri d'amarmi, Per noi la vita terror non ha,

SCENA III.

Fai) bri zio, dal fondo della galleria, e Detti «

Fab. Matilde...

Mat. (con terrore) Egli !

Fab. (avanzandosi) Ti trovo

Alfine! La regina

Nella sala segreta

Ti attende. Mat. Addio, Lorenzo 1

Lor. Tu mi lasci?

Mat. La mia sentenza udir degg'io - fra poco...

Qui... forse... (o più non ci vedremo in terra.)

Di me, deh! ti rammenta. (Matilde parte precipitosa; Lorenzo vorrebbe seguirla ma Fabbrizio si interpone") Fab. V'arrestate! Lor. Mistero inesplicabile!... Ma voi,

Voi che all'orfana foste

Padre di atfetto... ditemi: sapete

Qual segreto?... Fab. Pur troppo all' amor vostro

Un ostacolo insorse, e spetta a lei,

Alla regina e della Chiesa al sacro

Ministro...

Lor. Ah! dite... A me il tremendo arcano

Tutto si sveli...

Fab. Ornai tacerlo è vano.

Ottavio Malacarne errava lunge Da Napoli, travolto in fiera guerra.-.

8 PROLOGO

Giunge novella eh' è ferito a morte ;

NelP ansie del terror la pia consorte

Solenne voto profferisce a Dio

Che il primo frutto dei suo imen sarebbe

All'aitar consacrato... Lor. (con fuoco)

Tutto comprendo ormai... Voto spietato,

Empio, crudele, e infrangerlo poss' io... Fab. Un ministro di Dio

Però lo accolse, ed ora il sacro Nunzio

Di Roma alla regina

La sua preda domanda. Lor.Eì non l'avrà; Lorenzo a te lo giura...

Lo giuro a Dio... Voci interne Che avvenne mai?

Altre voci * Sventura!

SCENA IV.

Cavalieri, lìame, indi Marino,

Qual triste evento In un momento, L' immenso giubilo Cangiò in dolor! Che fu?... narrate... Dite... parlate... Ah! perchè un brivido Mi scese al cor? Del mar nei vortici Una donzella Or or lanciavasi Da quel veron... Del mar nei vortici t Se mai foss'ella!... Ah ! si smarrisce La mia ragion.. Ma il nome?,,.

Coro

Lor*

Coro

Lor.

PROLOGO 3 Coro Ignorasi. Lor* Le sue sembianze?

Coro Uscia dall' intime

Regali stanze..» Lor. Ah! non più dubbio...

Matilde eli' è. (si slancia disperato verso la galleria. Marino seguito da signori e da guardie reali gli chiude il passaggio) Mar. Lorenzo, arrestati-

Che speri ornai ? Lor. (mettendo mano alla spada)

Il varco apritemi..* (le guardie lo disarmano e lo conducono sul davanti della scena) Coro Ferma ! che fai ?

Lor. Voi... di seguirla

Vietate a me ? (con disperazione)

Crudi : perchè vietate Ch'io segua la sua sorte? Perchè in furor cangiate L'immenso mio martir? Un assassino a morte

La mia Matilde ha spinto; Pria ch'egli cada estinto Lasciatemi morir !

SGENA V-

Giovanna con seguito, e Detti, La Regina, che avrà ascoltate le ultime parole di Lorenzo, si avanza tra la schiera delle Dame e dei Cavalieri.

Gio. Lo sventurato giovane

Dov'è?...

Lor. (gettandosi ai piedi della regina)

Qui... a' piedi tuoi... Donna tu sei, comprendere Giovanna di Napoli 2

40 PROLOGO

Il mio dolor tu puoi... Colei che in mar peria Era la gioia mia... Udite?... essa mi chiama... Matilde io corro a te. {Lorenzo cade svenuto ai piedi della regina) Gio, Ei muore!... ah... soccorretelo!

Cono Ben sventurato egli è !

Gio. [contemplando Lorenzo)

(Qual turbamento insolito Destò quel pianto in me!) { Alcuni Cortigiani sollevano Lorenzo che non segno di vita. La regina si allontana pensosa.)

FINE DEL PROLOGO.

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA.

Una taverna in Napoli. Porta nel fondo della scena. A destra una vorticella. Tavoli e sedie rustiche.

li arino, il Capitano delle guardie reali, e Maso.

Mar. (entrando)

Nessuno! - Taverniere: quella porta

Dove conduce ? (additando a Maso la pìccola porta) Maso Ad una stanza tetra,

Senz'aria e senza luce..., Mar. (sottovoce) È il posto mio.

(a Maso)

Apri... dentro io voglio entrar. Maso Signore... Mar. (apre il mantello e lascia vedere i suoi ricchi abiti da

Obbedisci. Corte) Maso Che vedo!... Un uom di Corte...

Vo a prendere le chiavi e qui ritorno, (esce) Mar. (al capitano delle guardie)

Pria che tramonti il giorno,

Alla regina io recherò le prove

Dell' odio popolar che qui cospira

Contro i suoi giorni. - Ebbra di folle amore

Più non vede Giovanna il suo periglio;

Sull'orlo dell'abisso ad arrestarla

Più non vale oggimai prece o consiglio. Maso (rientrando)

Ai vostri ordini , altezza ! (apre la piccola porta) Mar. (al capitano) Poco lungi

Veglia colle tue guardie...

Appena i congiurati

Saranno qui adunati- CAP. So quanto a far mi resta, (esce)

12 ATTO

Mar. (a Maso)

E tu bada a tacere

Se vuoi salva la testa... (gli accenna di andarsene) Maso Obbligato!... Conosco il mio mestiere, (esce) Mar. (dopo breve silenzio)

Dove venni ? che tento ? Che spero io più?... Servo fedel del trono, A quai folli chimere io m'abbandono? Già dentro la tomba l'età mi trascina,

Ma un'ultima speme mi brilla nel cor; Salvare dall'onta l'incauta regina, Lasciarle in retaggio del popol l'amor. (dopo breve pausa) Ahi folle! chè in donna consiglio non scende

Di vecchio canuto già presso a morir; Un cor di regina si sdegna, si offende Se franco linguaggio le tocca di udir. (entra nella piccola stanza)

SCENA ih

Anicfilo, indi Sforza, Capi-popolo, e Mas©.

Ani. (da sè, guardandosi intorno con sospetto) Perchè son qui venuto ?

M' han detto : « ci sarà

Del vino a sazietà...

Forse deli' oro. Il vin... mai noi rifiuto ;

L' oro... in gran pregio io V ho...

Se averne oggi potrò,

Bando al lavoro ! Sfo. (entrando con alcuni capi-popolo)

(sottovoce) E gli altri? Coro Ora verran ;

Alcun non mancherà. Sfo, Sta bene e si berrà

Fino al mattino.

PRIMO 13 Ani. (guardando con diffidenza i nuovi arrivali) Da me che mai vorran ? Basta !... Con lor berrò... Coro (prendendo d'assalto due fiaschi di vino che Naso depone sulla tavola)

Amici: il sol spuntò... Maso Ecco del vino !

Ani. Che ceffi da galera !...

Ho un brivido nel cor... Di bevere con lor Non ho il coraggio. Sfo. (volgendosi ad Aniello)

Ehi! galantuom: stassera Non bevi? Coro Animo ! via !

Trinchiamo in allegria! (presentano un bicchiere ad Aniello) Ani. Ne farò il saggio, (beve)

Ma , signori : io pur vorrei... Poiché qui son sconosciuto... Coro Non temer: sappiam chi sei... Ani. Voi sapete!... quando? come?...

Coro Sei di Capri - Aniello hai nome. Sfo. In destrezza e in ardimento

Niun ti vince, o pescator. Coro Dei codardi sei sgomento, Degli oppressi il difensor. Ani. Il mio nome... Che mai sento!

Cosa voglion costor? CORO (tutti circondano Aniello)

Doman, la regina, col drudo esecrato Che d'onta la copre, che schiavi ci fa, A irridere i lutti del volgo affamato Con pompa solenne in Capri verrà. All' isola vostra straziata e gemente 11 conte Lorenzo vedrete approdar, Con riso impudico la coppia demente Al popol che piange vedrete insultar.

14 ATTO

Ani. Che dite? commossa dai nostri dolori,

L'augusta sovrana promise... E fìa ver?... Coro A voi le promesse, al drudo i tesori - 0 povero scemo, riempi il bicchier! (versano da bere ad Aniella) Ani. (levando il bicchiere) Io bevo alla salute Della regina - Possa Ella viver felici e lunghi giorni! Sfo. Un pazzo... od un briccone

È costui... Ani. (animandosi) Viva la regina e morte

A chi congiura contro lei. Coro Che dice?...

Sfo. (sottovoce al Coro)

Vivo non deve uscir da queste porte. Ani. Di Capri l'isola

Nessun sovrano, Da mezzo secolo Più visitò; L'afflitto popolo Più volte invano All'aule splendide Sue preci alzò. Il nostro gemito Sol essa udia... Qual madre amante Fra noi verrà ; (Se d'appressarmele Trovo la via, Essa quell'angelo Mi salverà.) Viva Giovanna ! - vuoto è il bicchiere... Ancora un gocciolo io voglio bere All' esterminio dei traditor ! (Aniello fa per avvicinarsi alla tavola onde empire il bicchiere, ma il Coro si interpone. Frattanto nel fondo della scena appariscono le guardie reali che si schie- rano per chiudere Vuscita)

PRIMO 15 Coro (opponendosi ad Aniello) Tu non sei degno... Altri Morte alla spìa !

Ani. Eh! là... signori... per cortesia,

Mi aprite il passo... Coro Ci insalti ancor!

Ani. (mostrando i pugni)

Badate, amici... non ho rispetto Dei vostri ceffi... Sfo. Già troppo ha detto...

Tutti Morte ! (fanno per avventarsi contro Aniello) Ani. (levando dalle maniche un pugnale)

Vigliacchi! Cento contro un!

SCENA III.

Marino, ed il Capitano delle guardie. Tutta la stanza si riempie di soldati.

Mar. (uscendo dalla porta a destra)

Olà - soldati - questi ribelli A voi consegno - grazia a nessun ! Coro, Sfo. Terribile sorpresa !

Or chi ci può salvar? Mar. (a Sforza) Una leggiadra impresa Qui stavi a consumar ! Ani. (da sé) Giustizia a me fia resa

Tutto poss'io sperar. Mar. Capitano - i miei ordini eseguite... Coro Miseri noi !

Mar. (accennando allo Sforza) La spada

Si tolga a lui... Sfo. (levandosi la spada e spezzandola con disprezzo)

Eccola : a' piedi tuoi. Mar. Superbo e vile... Va! Coro Signore... Mar. Uscite.

(Le guardie prendono in mezzo lo Sforza e gli altri co- spiratori. Aniello dopo breve esitazione, mentre quasi tutti sono usciti* va a gettarsi ai piedi di MarinA

ATTO

SCENA IV.

Marino e Aniello.

Ani. » Ah! lasciate... lasciate che ìq mi prostri

«Ad esso... e ch'io gli parli... Mar. (accenna al Capitano delle guardie di lasciarlo solo con

Aniello. Il Capitano e tutti gli altri escono) Ani. » Una grazia domando ai piedi vostri. (colla massima commozione) «Voi... signore... avrete udito... » Un ribelle non son io ; «Ritornar di Capri al lito » Mi lasciate per pietà ! Mar. » In ,quel volto, in quell'accento »È un dolore disperato; «Sorgi e parla. Ani. «Iddio lodato!

«Tutto Aniel vi svelerà. «Delitto orribile voglio espiare... «Or volge un anno, pescai dal mare «Una fanciulla, bella siccome «La vergin santa... Mar. «Qual è il suo nome?

Ani. «Noi so... Mar. «Lo ignori?...

Ani. «Cercato ho invano

«Dalle sue labbra strappar l'arcano. Mar. «Ma dove e quando la sconosciuta

» Salvasti ? Ani. «Nulla voglio celar.

«Fervean le danze - laggiù a Sorrento «Nel gran palazzo - della regina, » H mio burchiello - fradicio e lento «Fendea di notte - l'atra marina. «Innalzo gli occhi - ad un verone... «Ecco... una forma - di donna appar... «Come una frana - dal suo ciglione «Si stacca... rotola - si tuffa in mar.

PRIMO

17

Mar, (da sè)

«È appunto un anno - ben lo rammento, «Che quella misera lanciossi in mar... Ani. «Giunsi a salvarla...

Mar. (con gioia) » Dunque ella è viva!...

»Tu non mi inganni... Ani. »Là nel mio tetto...

»La sventurata - di senno priva »In steril pianto - consuma i dì. Mar. » Della regina - l'indegno affetto «Or fia spezzato - Dio mi esaudì!

»Ma tu... perchè celasti

» Quella fanciulla? Ani. «Ecco il delitto mio...

» L'infamia che mi pesa

»Da più lune sul cor - la sventurata

»Di ricche gemme ornata

« Apparve agli occhi miei. - Con quel bagliore

«Satan mi vinse il core...

»Io celai la fanciulla, e le sue gemme,

»Ad una ad una, tranne questo anello,

»In pane convertii pe' miei figliuoli... (porge un anello a Marino)

«Un pane maledetto ed esecrato

«Frutto del mio peccato... Mar. (guardando Fanello)

»Dei Malacarne ecco le impronte. - E dessa

«Matilde - no... non v'è più dubbio. E a Capri

«Domani la regina...

«Con Lorenzo... ne andrà. - Gran Dio, seconda «Tu la speranza che il mio core inonda!

Ani. » Che parla ?

Mar. (ad Aniello) «Questo anello

« Resti in mia mano. - A te dell'oro, prendi, (gli » A Capri ora ti rendi ; una borsa)

«Quella fanciulla alla regina innanzi «Doman tu condurrai... «E più larga mercede allora avrai. Giovanna di Napoli 3

18 ATTO

Ani. «Mercede ad una infamia!...

Mar. » Fia tutto perdonato ;

»La vita che hai salvato » Altra ne salverà. » Domani, a Capri attendimi, » Colla fanciulla - or va ! Ani. (allontanandosi e guardando Marino cogli occhi ebeti di meraviglia)

«Creder degg'io? Mar. » Rammentati...

Ani. » A Capri... domattina...

Mar. »L' onor della regina

» Nelle tue mani or sta. (Aniello si inchina e parte. Marino lo accompagna fino alla porta, ed esce dopo lui)

SCENA V.

Giardino attiguo al Palazzo della Regina. A destra, sul davanti della scena, un gruppo di folti alberi - statue - banchi di marmo - fontane. Il palazzo è illuminato. Il giardino rischiarato debolmente da poche lampade lontane.

Giovanna esce dal palazzo e attraversa la scena a passo concitato.

Coro di donne in lontananza. Discende la sera Sui colli e sul mar; La brezza leggiera Ci invita a danzar. Si bacian le stelle, Si baciano i fior; Danziamo, o sorelle, Sui campi d'amor. Gio. Ah! ch'io respiri alfine!...

Ch' io beva l' onda della vita , in questa Profumata foresta! - Una regina!,.. Di me più avventurose,

PRIMO 19 Di me più liete, oh ! quanto Le fanciulle del popolo !.,. Dal lido Io le udiva poc'anzi alzare il canto Libero dell'amore... Ed io... là... nella reggia tormentata, Da cento occhi spiata, Solo udiva parlarmi Di fiere lotte... di congiure... e d'armi!

(volgendosi verso il palazzo) Fors'ei mi avrà veduta La sala abbandonar. Oh! perchè mai A seguirmi... a raggiungermi tardo? -0 Lorenzo!... L'ingrato non comprende L'immenso amor... l'immensa fiamma ond'ardo. (il volto di Giovanna diviene cupo e quasi minaccioso) Una larva, in forme orrende,

Notte e giorno a me si affaccia;

La sua voce al cor mi scende

Come un grido di minaccia ;

Ella è morta - il flutto nero

Le fu tomba inesorata,

Pur sta fissa nel pensiero

Quella imagine fatai... (con ira terribile) * Da Lorenzo un fu amata...

Ella è morta, e mi è rivai!

SCENA YL

Lorenzo e Giovanna*

Gio. (da sé) Eccolo !... al sol vederlo

Ogni mio dubbio... ogni sospetto ha tregua...

E l'orribil vision già si dilegua... Lor. Voi qui mi attendevate?... Gio. E troppo attesi...

Lor. Perdono, o mia regina... Gio. Questo nome

Dal tuo labbro, o Lorenzo, io non accetto.

20 "ATTO

Lor. Più dolce nome vorrei darvi, e sempre

Pavento... Gio. Che ?...

Lor. Nobile e puro affetto

A voi mi lega - e in questo affetto istesso Sta il terrore... Gio. No: mai tu non mi amasti...

amarmi puoi... Lor. Se questo amor dovesse

Trascinarti, o Giovanna, All' infamia... alla morte ?... Gio. Le ingiurie della sorte

Tutte, per questo amore accetterei, E beata per te, per te morrei !... Lor. E te dovrei, giovane,

Bella cotanto e amata, Io trascinar nel vortice Della mia sorte ingrata? De' tuoi nemici invano Complice reo vuoi farmi; Se a te delitto è amarmi, Fuggirti è mio dover. Gio. (con effusione)

Vedi siccome è limpida Del ciel la vòlta, e pura; Tutta d'amore un cantico Innalza la natura ; (stendendo la mano a Lorenzo) Lorenzo : la tua mano Qui... presso il cor mi serra... E scorderem la terra Nell'ansie del piacer. Lor. Giovanna... Gio. Ah! taci!... è gelida

Tua man come il pensier. (Giovanna conduce Lorenzo sotto il padiglione degli alberi e siede sovra un banco di pietra. Lorenzo si china ai ginocchi della regina)

PRIMO

Gio. (con trasporto)

Lascia che io possa illudermi

Nel sogno inebbriante...

No... tu non puoi comprendere

Un cor di donna amante...

Splendore del mio trono,

Vita de' giorni miei,

Tutto per me tu sei,

Son nulla senza te. Lor, Giovanna... io t'amo... Gio. Inebbriami

Del caro accento ancora... Lor. T'amo! Gio. Davvero?... Lor. E dubiti?...

Gio. Il dubbio fisso ognora

Mi sta nel cuor... (breve pausa) Io... sono...

Gelosa...

Lor. E di chi mai?...

Gio. indovinar tu il sai?...

Pensa!... Una estinta ella è... Lor. Regina... Gio. Tu l'amasti...

In altri tempi... Lor. (levandosi in piedi impetuosamente)

Ah! basti... Gio. (si alza) Vedi che al rammentarla

Già ti si turba il cor. Lor. (con dolore)

Matilde...

Gio. (con impeto d'ira) E osi... nomarla?...

Lor. Deh taci - o mio dolor!

Gio. (sottovoce con ira crescente)

Quella larva al nostro amore Dovrà opporsi ad ogni istante! mai svellerti dal core Io potrò quel reo sembiante?

22 ATTO

Oh! perchè nell'oceano

Quella salma andò sommersa!...

La sua polve ai venti spersa

Or sarebbe di mia man... Lor.. Dal tuo labbro non poss'io

Tollerar l'indegno oltraggio,

Era dessa Tangiol mio,

Di mia vita eli' era il raggio...

Se rapito ai vezzi tuoi,

Un istante osai scordarla,

Dal mio core cancellarla,

0 regina, speri invan. Gio. Tanto audace! - ebben... saprai

Chi è Giovanna, (volgendosi verso il palazzoj Gente... olà!...

Lor. Sconsigliata...

Gio. Tutto è ormai

Fra noi sciolto... Lor. (cercando trattenerla) Arresta... Gio. Va!

L'odio mio, come l'amore

Implacabile sarà.

SGENA VII.

Cavalieri, Dame, Paggi con fiaccole, indi Marino.

Coro La regina!... Ed il conte con lei... Gio. Qui, signori, a me tutti appressate. Coro Che ti avvenne?... Gio. (da se) (Punirlo vorrei,

E non l' oso.) (volgendosi a Marino)

Marino, voi quiL. Dei ribelli quai nuove recate?... Mar. L'empia trama dei vili fallì. (porgendo un foglio alla regina) In questo foglio i nomi Dei prigionieri stan scritti... Gio. A me porgete.

PRIMO 23 Mar. E spetta a voi, regina, Profferir la condanna... Gio. (lacerando il foglio)

La grazia a tutti io fo. Coro Viva Giovanna!

GlO. (da sè)

(Troppo... per queir ingrato, Il popolo ho obliato.) Sol mezzo a trionfar de' miei nemici Questo sarà, di renderli felici. Doman di Capri all' isola Noi tutti salperemo, Di sventurati sudditi Le preci accoglieremo ; Era novella schiudersi Già vedo al regno mio ; Solo alla patria e a Dio Miei giorni io sacrerò. Mar. Doman, di Capri all'isola, Se mi seconda Iddio, L' alto disegno mio Compiersi alfìn vedrò. Lor. (da se) (Tutti costor mi abborrono ;

Del mio dolor fan giuoco, Ma chine al suol fra poco Le fronti ree vedrò. Coro Viva Giovanna! ai nobili

Tuoi sensi ognun si inchina; Alto pensier, regina, Il cielo a te ispirò. (Giovanna si allontana lentamente fra le donne e i ca- valieri che le aprono riverenti il passaggio. Lorenzo e Marino rimangono sul davanti della scena) Mar. (presentando a Lorenzo un anello)

Questa gemma per voi... Lor. (colpito) Cieli... di Matilde...

1/ anello... Mar. A voi la misera obbliata

Lo manda...

24 ATTO PRIMO

Lor. Ella!... Matilde!...

E vive ancor?... Mar. Sì... vive...

Lor. Dove?... parlate, per pietà!... Mar. Saprete

Tutto... a suo tempo... (Ei l'ama ancora! o gioia!)

[Marino fa per allontanarsi. Lorenzo lo segue suppliche' vole e agitato) Lor. Dite... in nome di Dio... GlO. (ritornando verso Lorenzo)

(Senza un addio lasciarlo... ohimè... non posso!)

fa Lorenzo)

Conte : voi pur sarete Domani... all' alba... nel corteggio mio... Lor. Regina...

Gio. (Sì turbato !...

Forse per me soffriva...) 11 vostro braccio Datemi o conte... e tutto sia scordato.

(Lorenzo inquieto, esitante, porge il braccio alla regina, e si avvia con lei presso il palazzo) GlO. (sottovoce a Lorenzo)

Punirti non poss'io...

Troppo il mio cor ti amò. Lor. L' inferno è nel cor mio,

E simular dovrò. Coro (sottovoce)

Vedete ! - la regina Già mite a lui tornò. Mar. Di lui, della regina

Io trionfar saprò. (J cortigiani seguono, mormorando, la regina e Lorenzo che entrano nel palazzo. - Cala la tela.)

FINE DELI/ ATTO PRIMO.

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA.

L'isola di Capri. In fondo il mare. Sul davanti della scena, a sinistra, una capanna da pescatore.

Matilde uscendo dalla capanna e camminando a passo lento, con una rosa nella mano.

La sua voce armoniosa Il mio nome profferì... Per lui colsi questa rosa, Ma l'ingrato non è qui... A te vicina - da te lontana,

Sempre il mio cuore - col tuo vivrà... No - la mia speme - non sarà vana ;

Egli fra poco - ritornerà. (va a sedere sovra un banco fuori della capanna) La voce di Aniello

La tua fragile barchetta Drizza al porto, o pescator; La capanna che ti aspetta È F asilo dell' amor ;

Voga, voga, o pescator! MAT.fdasèjFdi coraggio, o mia diletta, Mi diceva il pescator ; Deh! non piangere... mi aspetta, Vo a cercare il tuo tesor -

Voga, voga, o pescator!

Voce dal mare

Queto all' alba , irato a sera , Or sereno, or tetro è il mar; Neil' orror della bufera , Sempre grande e bello appar;

Voga, voga, o marinar. Mat. Calzandosi e correndo verso la riva)

0 mio cor, t'allieta e spera- vo il mio bene ad incontrar*

26

ATTO

SCENA II.

Aniello, Matilde , indi Marta.

Mat. (ad Aniello che sbarcaj

Aniello... padre mio...

Dimmi: con lui tornasti?... Ma no! tu mi ingannasti, Giuoco ti fai di me ! (prorompendo) Va! ti punisca Iddio D'avermi il cor straziato... E padre io t'ho chiamato! Ed ebbi fede in te !... Marta (uscendo dalla capanna)

Che avvenne?... Ani. Al suo delirio

Vedi... tornata eli' è!... {Matilde abbandona il suo capo sulla spalla di Marta. Aniello le si accosta con tenerezza) Ti calma : rassicurati... Quest'oggi - il cor mei dice - Di santo amor nell'estasi Tu rivivrai felice ; (a Marta) Il delirante spirito In calma ricomponi, Finché al suo cor non suoni La voce dell'amor! Mat. (piangendo]

Ieri... al partir... dicevami : Io tornerò con esso - Tremai potesse uccidermi Del mio gioir l'eccesso; Solo ei tornò - nel vortice L' anima mia ripiomba ; Del mar che a me fu tomba M'opprime il flutto ancor. Ani, (a Mirto) Nel tetto riconducila - Lenisci il suo dolor,

SECONDO 27 Marta [aMat) Vieni, con me ricovrati

, Nella capanna ancor. Mat. [avviandosi verso la capanna)

Neil' onde... ogni memoria... Si spegne... ogni dolor. {escono Marta e Matilde, Aniello sale sopra uno scoglio)

SCENA IH.

tinello, indi Coro di popolo.

Ani. (dopo aver esplorato il mare)

Al lido ! al lido ! - tutti accorrete !

Ben io discemo... la nave è quella... Coro Aniel, che gridi?... Ani. [accennando verso il mare) Laggiù scorgete

Quel legno?... È dessa... Coro Chi mai?... favella.

Ani. È la regina... tutta la Corte...

Che muove all'isola... Coro Dici davver ?

Ani. Io n' ho certezza... Coro Qual lieta sorte!

Ani. [da sè, scendendo dallo scoglio)

Ieri quel vecchio - diceami il ver. Coro Or, mano ai remi!... le barche in mare!

Muoviamle incontro... Ani. No! - qui restiam...

Una gran festa s'ha a preparare... Coro Ma come? in tempo noi più non siam... Ani. Donne... fanciulli... corriamo al lido...

Il suo cammino spargiam di fior. Viva Giovanna , sia il nostro grido -

Alla regina sia plauso e onor ! Coro Donne... fanciulli... corriamo al lido...

Alla regina sia plauso e onor ! (tuiti, meno Aniello, corrono verso il fondo della

scena e scompariscono)

28

ATTO

SCENA IV.

Aniello, Alarla, indi Giovanna, Lorenzo, Marino, Cortigiani e Popolo.

Ani. (a Marta che esce dalla capanna)

Quella meschina - alla regina Fra pochi istanti - presenterem... Lieta giornata - per noi fla questa... Non più miseria - dell'oro avrem. Marta Dell'oro, hai detto? - perdo la testa... Ani. (dando il braccio a Marta per condurla verso il fondo della scena) Vieni - secondami - ricchi sarem. (Al momento in cui Aniello e Marta vanito verso la riva, il popolo ritorna sulla scena, aprendo rispettosamente il varco a Giovanna che si avanza dando il braccio a Lorenzo e seguita dagli altri cortigiani. Marino cam- mina a lato della regina. - Aniello e Marta tornano sul davanti della scena e vanno a collocarsi presso la loro capanna) Coro Viva Giovanna! - viva l'amata

Nostra sovrana! Gio. (al popolo) Basta ! non più...

(a Lorenzo sottovoce)

Ho tutta l'anima - inebbriata... il mio contento - dividi tu?... Lor. (alla regina)

Io son felice con te, o Giovanna... Mar. (al popolo)

D' Aniello prossima è la capanna ? Coro (additando)

È quella... i

Mar. (vedendo Aniello) È desso ! ben lo discerno...

Alla regina ti accosta, o Aniel. Gio. (a Marino)

Quest' uom ? Lor. (da se) Neil' anima chiudo l' inferno...

Tutto mi adombra... Mar. (alla regina) Questo è il fedel

SECONDO Che l'altra notte, in Napoli, le trame M' ajutava a sventar de' congiurati... Che il vostro onor, Giovanna, Calunniato dai perfidi, difese...

Gio. Egli! - un premio ancora Ebbe da noi?...

Ani. Il maggior premio è questo..

Che nella mia dimora... Una regina..»

Gio. Povero esser devi

Assai. - Ora a me spetta Il provvedere onde la tua famiglia Più non abbia a soffrire. - Hai moglie?...

Ani. (additando Marta che sta in disparte tutta confusa)

Ho mogi

Mar. E credo... anche una figlia... Ani. Se il vero... ho da parlarvi... Regina...

Mar. {con accento marcato) A me dicesti

Che una figlia era teco... Ani. Una ragazza

Molto infelice... Lor. (da se) Qual mistero! - il core

Mi trema... Gio. (ad Aniello) Ebbene ? Ani. L' infelice è pazza...

Voce interna

Scorse un anno... e piansi tanto, Pur l'ingrato attendo ancor 0 Lon.(dase) Questa voce... questo canto...

Sento un brivido nel cor! Gio. Come è flebile quel canto !,..

Sembra un gemito d'amor. Mar. (fissando Lorenzo)

In udir quel mesto canto, Si coperse di pallor. Coro Della pazza è questo il canto...

La sua voce spezza il cor.

30 ATTO Lòr. Sventurata ! con quel canto

Ella sfoga il suo dolor. (a Giovanna)

Vieni, o regina - di qua partiamo... Gio. No - quella giovane vedere io bramo... (ad Ani.) A me dinanzi - la sventurata

Conduci... Lor. (supplichevole alla regina)

Ascoltami... deh! ti allontana... Troppo il suo duolo - ti affliggerà.

SGENA V.

Matilde , e detti.

Mat. (presentandosi sulla porta della capanna, coi capell scarmigliati e lo sguardo fisso) A te vicina - da te lontana,

Sempre il mio core nel tuo vivrà. Coro La pazza ! Gio. (muovendo incontro a Matilde) Misera !

Lor. Non oso in lei

Fissar lo sguardo... Coro Terror mi fa.

Mat. (avanzandosi)

Oh mio Lorenzo - dimmi... ove sei?... La tua Matilde - di duol morrà. Gio. (avvicinandosi a Matilde, con espressione terribile) .

Lorenzo... hai detto ?... Lor. (da sé, frenandosi a stento) Dessa!... o terror! Gio. (prendendo Matilde per mano e conducendola dinanzi a Lorenzo) Di' : questa donna conosci tu ? Mar. (sottovoce a Giovanna) Ti frena... incauta. Gio. (come sopra) Dal tuo pallore

Tutto comprendo... Mat. (fissa lo sguardo in Lorenzo con espressione singola indi prorompe) Mio sposo ei fu... Lorenzo - il core, no, non si inganna...

SECONDO 31 Io son Matilde... guardami... parla...

(fa alcuni passi per avvicinarsi a Lorenzo, ma poi le forze le mancano e cade nelle braccia di Aniello) GlO. (immobile, fissando Lorenzo con occhio terribile)

Viva... ed amata da lui... Mar. Calla regina) Giovanna...

Tutti gli sguardi son fissi in te. Ani. Che il vile osasse di ripudiarla L..

Dubbio tremendo si desta in me. LoR.(dase)k& ogni costo degg' io salvarla...

Se a lei mi accosto, perduta eli' è. Coro Veli ! la regina sommessa parla...

Torvo ha lo sguardo - furente eli' è. [Breve silenzio) Mat. (riscuotendosi, parla ad Aniello fra i singhiozzi) Il mio Lorenzo che ho tanto amato!.,.

10 gli ho parlato - desso era qui... Quando a lui corsi, per abbracciarlo... Siccome un' ombra - da me fuggì.

Lor. (da sè, con dolore)

0 mia Matilde - chè non poss' io

Tutto il cor mio - a te svelar?

Ma un sol mio detto « solo uno sguardo

La tua condanna potria segnar. Gio. (da sè)

Dalla tua tomba, donna abborrita

Sei dunque uscita - pel mio dolor ?

Debil rivale d' una regina ,

Va... nell' avello ripiomba ancor ! Ani. Di quella misera - m' ha scosso il grido,

D'ira e vendetta - divampa il cor;

Ah ! s' ella muore - morrà l' infido,

Che tale è il fine - dei traditor. Schermo securo - pel reo, per l'empio.

La reggia, il tempio - non diverrà;

Dovunque ei fugga - dove si asconda,

11 mio pugnale - lo troverà. Mar» [alla Regina)

Bada... ogni sguardo su te è rivolto;

32 ATTO

Ciascuno in volto - ti legge il cor. Tu sei regina - non iscordarlo... Al regio orgoglio - ceda V amor. Marta Fa cor, Matilde - non è sparito... e Ani. Non è fuggito - l'uom che ti amò. Fra brevi istanti, lo giuro a Dio, Nelle sue braccia ti condurrò. Cortigiani

L' ira gelosa - presto fìa volta In nobil sdegno - nel regal cor... Salva è Giovanna - se alfln disciolta Sarà dai lacci - di indegno amor. PoroLoDal che all' isola , la pazza venne, Sol danno e lutto - fra noi recò... Veh ! la regina - come è cangiata ! Forse ammaliata - da lei restò. Gio. (a Marino)

Questa donna alla mia nave Sia condotta siili' istante... Lor. (sottovoce a Giovanna)

Che far pensi? Gio. Ella è tua amante...

Per lei grazia osi sperar? Mar. (prendendo per mano Matilde)

Vieni, o misera... Ani. Fermate !

Io l'amai come una figlia... Dal mio sen non la strappate... Mar. (sottovoce ad Aniello)

L' infelice io vo' salvar... Coro Via dall' isola costei !...

Col demonio ha stretto lega... Via la pazza! via la strega, Che nel lutto ci piombò... Lor. (a Giovanna)

Ah! Giovanna... se mi amate... Quella misera salvate... E in mercè della sua vita Come un nume io v' amerò.

SECONDO 33

Gio. Di tua fronte nel pallore,

Sciagurato, io lessi in core... Più mi preghi e più si irrita 11 furor che in me avvampò. Mat. ("guardando ora Marino, ora Aniello con occhio smarrito) Che ho mai fatto? - son feroci Quegli aspetti e quelle voci- li mio sposo mi rendete 0 d' angoscia io qui morrò. Ani. {a Marino)

La promessa rammentate...

Guai per voi, se mi ingannate... Guai per tutti! più feroce D'una jena io diverrò. Mar. {ad Aniello)

Via! da saggio ti governa... Doman notte, alla taverna Ci vedrem - su lei frattanto Come un padre io veglierò.... Lor. In mercè di quella vita

Come un nume io v'amerò. Gio. Più mi preghi e più si irrita

Il furor che in me avvampò. Mat. {sempre in delirio)

Del mio bene io vado in traccia... E felice ancor sarò! Mar. iaMat.) Vieni meco - nelle braccia Del tuo ben ti condurrò. Ani. La mia voce è a Dio salita

E il mio giuro compirò. Coro Plausi e onore alla regina

Che la strega fulminò! {Marino si avvia verso la nave conducendo seco Ma- tilde. Giovanna, in mezzo alle acclamazioni del popolo, e seguita da cortigiani, si avvia verso V in- terno delV isola. Aniello fìssa cupamente lo sguar- do in Lorenzo, che si allontana cogli altri.)

FINE DELL' ATTO SECONDO.

ATTO TE R Z 0

SGENA PRIMA.

Sala nel palazzo della Regina. - Nel mezzo della scena, vasta apertura che mette ad una galleria. A destra una porta che conduce agli appartamenti di Giovanna; a si- nistra altra porta. - Un tavolo e sedili.

» Vinai procella di affetti! Il core ondeggia

«Tra le memorie del passato, e un trono.

» Regnar! dorato sogno...

«Per sempre svanirai?... Scrupolo vano

«Potrà arrestarmi? Morta era Matilde

» Quando a Giovanna il mio core donai...

«Una larva rividi... E dovrà questa

«Contendermi il cammino?... È ver... ti amai!,..

«Leggiadra, sorridente

«Di giovinezza eri, o Matilde, allora...

«Oggi, smarrita la ragione, estinto

« Il divin raggio della mente, nulla

«Di te più resta, o povera fanciulla...

(esce pel fondo, a destra. - Poco dopo, dalla stessa galleria, ma da sinistra, entrano Marino e Mat.)

Mar. Vieni, t'inoltra... di coraggio è d'uopo Onde salvar Lorenzo E placar la Regina; i costei cenni Obbedire tu dei,

Entrar nel chiostro cui sacrata sei. A me fosti affidata, Vieni... io sarò tua guida...

Lorenzo solo.

ATTO TERZO 35 Mat. Me infelice per sempre ! Abbandonarlo,

Mai più non rivederlo! Mar. (sommesso e con affetto) In me confida.

»I1 vale, o fanciulla, che al mondo tu volgi,

» Del chiostro la notte durevol non fìa. «Dileguisi il nembo, poi, lieta qual pria,

» Vedrai nuovo sole brillare per te. Le lagrime tergi... oh sì, tornerai

In braccio al tuo bene, fra i gaudii d'amor. (Più fiera ùria lotta nel cor non provai... Ma almeno fìa salvo del trono l'onor.) Mat. vana ogni speme... la morte ho nel cor.) Mar. Al luogo prefìsso mi attendi...

(additandole l'uscita a sinistra)

Coraggio ! Al cielo t'affida, (entra a destra) Mat. (sola) Crudele è il martir...

(con angosciosa risoluzione)

Pur che egli sia salvo m'è dolce il morir. Addio, Regina - Lorenzo, addio... , Niun turbi il gaudio - del vostro amor. E immenso, orribile - lo strazio mio...

Ma in olocausto - l'offro al Signor. M'ero alla tomba - già consacrata- Presto alla tomba - ritornerò ; In altra patria - vivrò beata Se voi felici - quaggiù vedrò. (si allontana compresa da profondo dolore)

SCENA IH.

Giovanna seguita da Marino, dalla destra. Gio. Ebben: colei?

Mar. Sommessa al suo destino.

Fra poco il velo prenderà, filo. (Respiro.)

Marino : il voler mio

Già feci noto ai grandi della corte.

36 ATTO

Del trono mio la sorte

Ad assodar, sceglier dovéa uno sposo ;

Scelsi il conte Lorenzo. Mar. (Oh ciel !)

Gio. Solenne

«Nel maggior nostro tempio

Cerimonia s' appresti.

Ite...

Mar. (inchinandosi) (Dilegui Iddio nembi funesti!)

(esce pel fondo)

S G E N A IV.

Giovanna sola.

Son sola alfln! t'apri o mio cor... Lorenzo Ha obbliato colei, E mio sposo sarà - Possibil fla? - Esulta... esulta alfln, anima mia!

(nella piena del trasporto) Cielo, tu frena il palpito

Che innonda... inebbria il core...

E troppo... è troppo il giubilo

Che a me promette amore ;

Compiuta di quest' anima

Or fla V ardente brama...

Con lui potrò dividere

E amore e soglio e fama...

Di tanta gioia all' impeto

Mal regge questo cor... Provo un'ebbrezza, un'estasi

Cui non si maggior.

SCENA V.

La detta, Lorenzo.

Lor. (avanzandosi con giubilo)

Il colmo alle tue grazie Volesti por, regina... Mercè condegna esprimerti Il labbro mio non sa.

TERZO

Gio. {con trasporto)

Amami... e il cor beato Più nulla chiederà. a 2 Vieni, m'abbraccia - mi stringi al seno...

D'amore il gaudio - ch'io senta appieno. Di dolci fremiti - di care ebbrezze Mi sento 1' anima tutta inondar , Sposi fra poco... * nuove dolcezze, Gioie ineffabili - potrem gustar.

SGENA VI.

Detti. Aniello, che entra rapidamente, seguito da Marino, il quale mostra di averlo rattenuto invano.

Arsi, [gettandosi appiè di Giovanna)

Mi prostro a voi... Giustizia ! Lor. {sgomentato in vederlo)

(Cielo! Che mai vorrà?) Gio. {turbata ed imperiosa, a Marino)

Chi gli aprì il varco?... Ani. {a Giovanna) Uditemi.., Mar. {ad Aniello)

Ti scosta! Ani. {a Marino) Ella m' udrà...

Una fanciulla misera

Dai flutti un salvai...

Meco la trassi all'isola,

Qual padre ognor l'amai...

Egra... morente osarono

Strapparla al tetto mio...

Al mondo invano e a Dio

La cerco da tre dì. {con accento disperato) La figlia mia rendetemi !

So che Matilde è qui. Gio. {alteramente)

Chiusa ella sta nel claustro

Cui già fu destinata...

Esci!

38 ATTO Ani. A morir dannavasi

Dunque la sventurata... (con voce straziante)

Fra lenti atroci spasimi.*.? Lór. (Ei mi trafigge il cor.)

Gio. (a Mar.) Il forsennato scaccisi. Mar. (ad An.) Vanne !

Lor. (dandogli una borsa) Quest^ oro 'prendi. Ani. (gettandogliela ai piedi)

Dell'oro a me? L'infamia Così pagare intendi ? Oh! bada a te. Dei perfidi, V'ha un Nume punitor... (esce minaccioso pel fondo; Marino lo segue, Giovanna e Lorenzo entrano a destra)

SCENA ULTIMA.

Piazza. - A destra la cattedrale. A sinistra, in fondo alla scena, una via praticabile, con balconi e finestre adorni di arazzi e broccati.

Alcuni del popolo minacciosi e sommessi.

Vedeste? - E si tollera Oltraggio siffatto? Altri Soffrire a niun patto

Tal prence si dè. I primi Quest'onta ad un popolo!

I secondi E osò... la regina ?... Tutti Infamia, ruina

Sarebbe un tal re ! (Odesi musica festiva, quindi appare il corteggio reale che, preceduto da un'onda di popolo, viene sulla piazza. Il corteggio è composto di Guardie reali, gentiluomini, dignitario, dame, ministri, venendo poi chiuso da Giovanna, Lorenzo, Marino, paggi e scu- dieri. Mentre si canta Vinno, la regina attraversa trionfante la piazza, per entrare nel tempio. Aniello è apparso tra la folla)

TERZO 39 Coro Di fiori, di faci

Si allegra la via, Echeggia per l'aura Festosa armonia; I bronzi del tempio Già diero il segnai. L'azzurro dei cieli Più puro si rende, Degli astri la luce Più tersa risplende, Natura si veste Del manto regal. (Il corteggio è entrato nel tempio) (Suono d'organi nella cattedrale. Tutti si inginocchiano) Ani. (si avanza dal lato opposto alla chiesa stringendo nella destra un coltello, si volge verso il lato donde parte il suono d'organo e i canti, e levando gli occhi al cielo esclama:) Signor, dammi coraggio, Dammi tu forza!... A infame gioia il core Quel vii dischiude e intanto La tradita da lui si strugge in pianto!... Ma non a lungo, o cara, Ei schernirà il tuo duolo... A vendicarti con quest' arma io volo. (entra nella chiesa) Lor. (di dentro con un grido soffocato di dolore)

Ahimè Li Gio. (didentro) Lorenzo!!... Molte voci (c. s.) Orrore !... Orror !...

Ani. (stringendo sempre il coltello insanguinato si precipita fuori della chiesa, gridando:) Matilde, Sei vendicata !... (alcune guardie inseguono Aniello, il popolo che esce in disordine dalla chiesa lo circonda con visibile apparenza di volerlo difendere) GlO. (al colmo dell'ira e fuori di pel dolore) In ceppi L' assassino sia tratto !... Coi supplizi più atroci E con la morte il reo delitto ei sconti!...

40 ATTO TERZO

(le guardie, allontanando il popolo, s'impossessano di Anielto e lo conducono via a forza) Coro (mormorando fra sè)

Perchè d'orgoglio insano Ei nutrì sempre il cor?... Se Aniello armò la mano, Fu giusto il suo furor. Gio.(c.s.)0 mio Lorenzo!.., 0 sposo mio!... Mar. (avvicinandosi a lei con premura le dice sottovoce e con tono caldamente espressivo:) Rammenta Che regina tu sei... il popol freme... Vuoi tu perdere il trono ?... Gio. (scossa) Ohimè !...

Mar. (con sempre crescente insistenza) Un istante

Tutto per te decide... il cor raffrena... Vinci te stessa... Gio. Dio!... Mar. (come sopra) Taccia il dolore,

E la ragion comandi... Gio. Infranto ho il core!...

È atroce... è troppo orribile Per me questo momento- La vita in petto mancami... L'alma straziar mi sento... Ah! si, madre amorevole Sarò del popol mio, Ma da te imploro, o Dio, La forza che non ho !... Coro (da sè) Lo sdegno in lei già placasi...

D' amor per noi parlò... Mar. (alla regina sempre sommesso)

Odi tu - quel clamor?... Il furor - già cessò... La virtù del tuo cor Il dolor - vincer può!... Tutti Viva Giovanna !... Al popolo Il suo bel cor tornò!... (Quadro generale. - Cala la tela.) FINE.

ELENCO

DEI LIBRETTI D' OPERE TEATRALI

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Milano Corsaro (il) Dante e Bice Deserto (il) Diamanti (i) della

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