ADELE ED EMERICO - OSSIA. IL POSTO ABBANDONATO MELODRAMMA SEMISERIO I» DUE ATTI DA RAPPRESENTARSI NELL'I. R. TEATRO ALLA SCALA r autunno 'dell'anno 1835; MILANO DALLE STAMPE DI GIACOMO PIROLA diriucomio al detto I. R. Teatro/ AVVERTIMENTO: 717 L ì eli9 epoca che Carlo XII Re di Svezia guer* weggiara in Polonia contro Federico IV Re di Danimarca ; il Generale Bannier difendtva una inportante fortezza assediata dai Danesi e dai Polacchi insieme riuniti. Egli avea seco V unica riglia sua, e cercava ogni mezzo di allontanarla dal teatro della guerra : approfittò pertanto del comodo che li porgeva il felice esito di una sortita, otr cui libero restava il tragitto del fiume, onde carla partire di notte tempo dalla piazza assediata n compagnia del Colonnello Dalberg col quale ivea divisato di maritarla. Era costei desiderata n isposa dai principali Uffizioli della guarnigio- ne, e il Colonnello si reputava felice di posse- ìerla , benché durante i suoi viaggi avesse amato ina nobil Donna Danese, e a lei fatta promessa ii matrimonio; ma la figlia di Bannier era inna- norata di un giovine Capitano, e di eguale amor :vrrisposta. Disperata di vedersi costretta a spo- sare un uomo che non amava, risolvette di fug- girsi col giovane e a tale effetto invitollo a segreto colloquio in tempo che a lui era stato af- fidato un posto importantissimo. L'imprudente Capitano venne all'invito, sperando che nessuno si sarebbe accorto della breve assenza: Ma l'al- trui perfidia vegliava a suo danno. Il Maggiore Dolzei che lo odiava come rivale, e abborriva del pari Banner f il quale, non lo stimando, li uvea già ricusato la mano della figlia J7 segretamente' korrùpondea col nemico: e accorgendosi ' dtW as- senza del Capitano, fece in maniera dfo il posto ! 4 fu sorpreso. Il Capitano fu imprigionato, e da un consiglio di guerra condannato a morte. In quel frattempo la nobil Donna Danese che in virili spoglie era venuta al campo degli assediati, efc- le modo cT introdursi nella fortezza, disturbò i nuovi amori del Colonnello , e lo costrinse a ser- barle la data fede. Ella sapeva i segreti maneggi che il Maggiore teneva col Generale Danese di lei fratello , e , mal soffrendo che per sua colpa morisse un innocente, disegnò di salvare il Ca- pitano. Come ella ponesse ad effetto il suo pen- siero, e come terminasse tanto scompiglio, appa- rirà chiaramente mi Melodramma* > k 11 u IL ( PERSONAGGI. IL GENERALE BANNIER. Sig. Antonio Tamburini. ADELE , sua figlia , amante del Signora Rosa Morandi. CAPITANO EMERICO PALMER. Signora Isabella Fabbrica. IL COLONNELLO DALBERG, destinato sposa di Adele , un tempo amante della Sig. Sanno Monelli CONTESSA ELVIGE, sorella di wn Generate danese. Signora Maria Giqfa. I1L MAGGIORE DOLZEl. Sig. Carlo Poggiali. IL TENENTE VELSTER. Sig. Carlo Dona. IL SARGENTE RALFE, vecchio famigliare del Capitano. Sig. Nicola De Grecis. ^ ^ *„ « $ Uffizi ali e Soldati svede&ir Cori e Comparse \ Doflne e Popolo La Scena è in una fortezza assediata. Musica espressamente composta dal Maestro sig. Saverio Mercadante, Napolitano. Le Scene sono nuove, d'invenzione e d'esecuzione del sig. Alessandro Sanqeirico. Supplimenti alle prime parti cantanti Signora Angela Riva. Sig. Giovanni Cario Beretta. - Sig. Pietro Vasoli. Maestro al Cembalo Sig. Vincenzo Lavigna. Prinu) Violino , Capo d% Orchestra Sig. Alessandro Rolla. J§\lrù primo Violino in sostituzione al Sig* Molla Sig. Giovanni Cavinati. Primo Violino de9 Secondi Sig. Pietro Bertuzzi. Primo Violino per i Balli Sig. Ferdinando Pontelibero. Primo Violoncello al Cembalo Sig. Giuseppe Storioni. filtro primo Violoncello Sig. Vincenzo Merighi. Primi Clarinetti a perfetta vicenda Sig. Pietro Tassistro. ~ Sig. Felice Corradi. Primi Flauti Sig. Giuseppe Rabhoni. y Sig. Carlo Alari. Primi Oboe a perfetta vicenda Sig. Carlo Yvon. — Sig. Giuseppe Recali»' Primo Corno di Caccia Sig. Agostino Beloli. Primo Fagotto Sig. Gaudenzio Lavaria. Primo Contrabbasso Sig. Giuseppe Andreoli. Professore dì! Arpa Sig. Giovanni Battista RossL Direttore del Coro Sig. Carlo Salvioiù. Editore, e proprietario della Musica Sig. Giovanni Ricordi. Macchinisti Signori Francesco e Gervaso, fratelli Pavesi, Capi Illuminatori Sig. Tommaso Alba. ~ Sig. Antonio MorunL Capi Sarti Da uomo Da donna Sig. Antonio Rossetti» Sig. Antonio Majell attrezzista Sig. Ermenegildo Bolla. • ■ n — » Berrettonaro Sig. Giosuè Parravicino. Parrucchiere Sig, Innocente Bonacina. 8^ PERSONAGGI BALLERINI. Inventore e Compositore de* Balli Sig. Gioja Gaetaxo. Primi Ballerini serj Signora Torelli Antonia. - Sig. Blasis Carlo. - Signora Pallerini Antonia. Altro primo Ballerino - Sig. Villa Giuseppe. Primi Ballerini per le parti serie Sig. Mollnari Nicola. - Signora docci Maria. - Sig. Bocci Giuseppe. Sig. Trigambi Pietro. - Sig. Ciotti Filippo. Primi Ballerini per le parti giocose Signora Vigano Celeste. - Sig. Francolini Giovanni. Primi Ballerini di mezzo carattere Signori Traballoni Angelo. - Bonrloni Pietro. - Fietta Pietro. - Capuani Rafaele. Bedotti Antonio. - Balanzoni Giovanni. Altri Ballerini per le parti Sig.Bianciardi Carlo.- Sig. Pallennr Girolamo. -Sig.Trabattoni Giacoma, Sig. Siiej Antonio. Imperiale Regia Accademia idi Bailo. Maestri di perfezionamento Sig. Leon Arnoldo. - Signora Leon Virginia. ftlaestrù di ballo per i principi 1 Maestro di mimica ed aggiunto S»§. Vilxeneuve Carlo. j Signora Morticini Teresa. Allievi salariati della suddetta Accademia* Signore Olivieri Teresa, Zampuzzi Maria, Guaglia Gaetana, Ravina Ester, Viscardi Giovanna, Alisio Carolina, Bianchi Angela, Lìli Carolina, Rebaudengo Clara ,Cesarani Adelaide, Casati Carolina, Cesai ani Rachele, Novellati Luigia, Carboni Teresa, Migliavacca Vincenza, Tur pini Giuseppa , Besozzi Angela, Terzani Francesca, Ben ci» i Giuditta, Portaìupi Giulia , lcrzani Caterina, Melici Pompea. Sig. Casati Tomaso , Sig. Appiani Antonio , Sig. Casati Giovanni, Corpo di Ballo pignori Nelva Giuseppe. Belloni Michele. Goldoni Giovanni. Arosiu Gaspare.1 Parravicini Carlo. Prestinari Stefano. ( Zanoli Gaetano. Rimoldi Giuseppe. Citerio Francesco. Ta di glie ri Francesco Conti Fernfo. Cipria ni Giuseppe. Rossetti Marco. Maessani Franceeoo. Gavotti Giacomo. Cozzi Giovanni. Supplimenti ai primi Signore Ravarini Teresa, Albuzio Barbara. Trabattoni Francese?!, Rianciardi Maddalena. Belloni Giuseppa, Fusi Antonia. Rossetti Agostina, Barbini Casati Antonia. Felttiru Massimiliano. Bertoglio Rosa. M assiui Caterina. Costamagna Eufrosia. Ponzo* i Malia,. Bedotti Teresa. v Pitti Gaetana» Morgan ti Teresa* Ballerini per le parti Sic. Ciotti Filippo. - Signora ^anipuzzi Maria. Sig. rallerini Girolamo. - Signora Albuzio Barbara 1 ATTO PRIMO. SCENA PRIMA. I Fortificazione della Città con bastioni di fronte. Diversi attrezzi di guerra. ja bxilhxe jdod puè* PRIMO. ii Voliam tutti all'eroe trionfante Che fortuna alla Svezia serbò. (Ah ! ch'io sento che forza bastante A frenar la mia rabbia non ho.) (pentono) SCENA IV. Esce il Sargente con un picchetto di Soldati, in mezzo od essi è la Contessa vestita da cadetto danese senza spada, e prigioniera. Sar. 1!M on temer mio bel cadetto f Sei prigion di brava gente : Qua la mano; io ti prometto Un Sargente protettor. (la Con. ride) Come ?... ridi ?... Sì, un Sargente, Ma Sargente vincitor. Con. Io non temo ; il mio pensiero Ebbe effetto interamente; Da che io sono prigioniero Pago appieno esulta il cor. Valentissimo Sargente t Ti ringrazio del favor. Sar. Ah ! poltron , salvar la pell& Ben ti può la prigionia . , « Ma 1' onore » .. ; Con. - Bagattelle! Ci vuol altro all'età mia. Ci vuol altro I . . . Amor «ci vuoia„ Uh ! vergogna ! Sempre amor. All'età vostra - bel signorino» Il mio pupillo - è un paladino: In sei battaglie - sì è immortalato > Venti bandiere ha conquistato , Mi ATTO Fra pochi giorni - sarà maggiore , Poi Colonnello - diventerà . . . Ma voi cospetto - col vostro amore Sempre cadetto - starete là. m. All'età mia - con altro istinto, Signor Sargente - mi son distinto 5 Di cento cuori - ho trionfato, Cento rivali - ho soperchiato ; Con questo muso - con quest'umore Feci gelose - mille beltà . . . Ma il tuo pupillo - col suo valore Mai non conobbe - felicità. Gloria ci vuole. Io dico amori. Acquistar fama. Acquistar cuori. In queste mura no certamente. Anzi qui vengo espressamente. Eh! via, buffone. Povero ciuccio. Ciuccio un Sargente!.., Soldati, olà? Marche in prigione. Il tuo corruccio La tua minaccia rider mi fa. I/aria del carcere, dieta, nerbate, Air occasione ben' applicate , Sapranno estinguere così bel bello Le vampe , i fumi del tuo cervello , E il pizzicore - di far l'amore Là doniro in gabbia ti passerà. Amor che penetra in ogni loco Di carcerieri si cura poco , Yedrai del carcere così bel bello Com'ei sa togliere il chiavistello; Ed il vaiente - eroe Sargente Di un bel lampione si munirà, (partono] PRIMO. i5 SGENA V. 41 suon di lieta marcia di/ila tutta la guarni- gione. Esce il Generale col corteggio de9 suoi Uffizioli i accompagnato dal Maggiore, dal Colonello e dal Tenente. L ode air eroe di Svezia, 11 vincitor si esalti, Nelle difese indomito, Invitto negli assalti , Nuovi ogni giorno egli opera Prodigj di valor. Lode all'eroe di Svezia, Si esalti il vincitor. Questa vittoria, o prodi,, L'armi svedesi onora, Siam que' guerrieri ancora Che Carlo a fama alzò. Abbia ciascun sue lodi , Ciascun le meritò. Sempre volò vittoria Dove Bannier pugnò. Che Tarmi io deponga Augusto non creda, Sfidarne ci veda Il vano furor. Si opponga alla forza Costanza e valor. O prodi , il giuraste. Ancor io giuriamo. S' è fotta moriamo. L' onore vivrà. Non scemi in quei petti L'arder che gli accese, E il nome svedese Eterno sarà. *4 ATTO! Tutti Saranno coi petti Le mura difVse , L' orgoglio danese Fiaccato cadrà. óen Questa sortita, e amici, N'apre la via del fiume, e alfin per quella Spedir possiamo al He di noi novella. Appena il sol tramonti, Un Uffiziale in agile naviglio Potrà senza periglio Il fiume valicar; ma sia difeso Il posto che al nemico abbiam rapito, E di nuova trincea venga munito. Colonello .... (lo chiama in disparte) Col. Signore .... Gen. Partirai tu. (sotto voce) Col. Come ! perchè ? Gen. Ma sposo D' Adele mia. Col. Sposo Festeggia un sì bel giorno v. lo solo, io solo Non ho pace un istante * e meco ho sempre Questo infelice amor , che mi consuma Sul mattili di mia vita .... Porto ovunque con me la mia ferita, O Adele ! O di quest' alma Solo desio, mentre così mi struggo, Tu pur perisci , e a poco a poco , ahi lassa i Manca nel pianto , e cade 11 fior gentile della tua beltade. Quale stella, oh Dio, spuntò Qiiando nacque il nostro amor? Ah! di lui non ci se/bò Che l'eccesso del dolor.... In amor per noi non v'ha IN è speranza , né pietà, (siede in di- sparte pensoso) Coro Ecco là - guardate un poco ! (fra loro accennando il Cap.J Sempre solo e sconsolato ! Quando un uomo è innamorato E ben concio in verità. Capitano i (lo chiamano) Cap. ( Ah ! sì conviene (sorgendo senza badare a loro) Favellare , uscir di pene ). Capitano! . . . non ci bada . * ♦ Beviatn noi... si stia pur là. (Questa, o Adele» è sai la strada, Che a tentar ci resterà.) (Dal nostro tato — Qualunque sia, SftclJam , mio bene — La tirannia: Sui nostri .affetti * Poter non ha.) La pura face — Che il cor ne accende IN eli a sventura — "Vigor riprende, Kammen per morte — Si estinguerà.) P R I H O. 17 Coro (bevendo) t Ancora un brindisi — Ancor si Rocchi; ^ ] D' amor gli spasimi - Lasciamo ai sciocchi : f La vera gioja m Compagni , è qua. SCENA Vili. (Coro parte) CU Capitano ed il Sorgente. apitano .... Cap. Mio Ratti iaivUna buona abbracciata. Oggi ti sei Da brav' uomo diportato, Cap. Sì , sì mi diportai da disperato. Ma dimmi, l'hai veduta? Che ti disse ? che fa ? Sor. Piange, -e pretende Che tu debba gittarti a pie del padre , E svelarli il tuo amor. Io che ci vedo Più. chiaro di voi due, dico di no. CV*j>.Ral£e mio, perchè mai? Sar. Perchè , nen so, Ma in città si bisbiglia Che in questo giorno istesso il Generale Ad un ricco Uffiziale Maritarla destina. Cap. Oh Ciel ì conviene... SI , conviene parlar liberamente. Sar. Parlar ! parlar ! non ne faremo niente, Cap R al fé , deciso io sono.... Non mr inquietar. Sar. Ah questo amor, cospetto, Vi ha guastato il cervello . . . • Cap, Ahi taci, taci, Il General si appressa. Sar. Andiamo, andiamo, Cap. Lasciami , il voglio. £ar. 1 Ah! lo dicea ; ci siamo. (Sar. parte) # ATTO SCENA IX. Il Generala ed il Capitan*, 11 Generale si avanza meditando} Jl Capitano è in disparte dubbiose €?ew.(i3ì... dal serbar quel post*; Dipende intieramente Del mio disegno Tesilo felice.) ..■* e Cap ( Coraggio , ornai non lice Più differir : o<*ni riguardo è vano. ) Permettete, Signor... (si avanza risoluto) Gen. (con bontà) "Voi, Capitano! Appressatevi. Cap. (Ardir.) Gen. Oggi vi siete Veramente distinto . . . . lo di voi son contento, Cap. Il bel desire Di farmi degno della vostra stima , Di me stesso maggior oggi mi rese. Gen Quanto vi stimo è a ciaschedun palese - Ma voi, s'io non m'inganno, Volevate parlarmi. Cap, Io .. . sì... venia, .. Se pur lo concedete ... Gen. Ebben; parlate^ top Signor .. . Gen. Animo , via . . . Perchè tremate ? Copio parlerò... ma in quest'istante ho d' uope Di tutta la bontà dei vostro core, Gen Dubitar ne potete ? . . . Cap. (Aita, o amore.) Son tre mesi . . . s7 interrompe) Gen. Ebbe»! tre mesi, PRIMO. 19 Ch'io bramava. . . (come sopra) Che bramate j . . , I miei sensi - far palesi, Francamente , li svelate Ma temea che il vostro core Non si avesse ad irritar. Se non trattasi d' onore Tutto io posso perdonar, (breve silenzio) Forse il gioco ? . . . lo lo detesto. Qualche sfida? . . . Ah! no, Signore. Qualche amore ? . . . Ah! si: il più oneste , II più casto e puro amore. Voi soltanto un cor tremante , Voi potete assicurar. a 2 (Io! che sento? un tal linguaggi© M'incomincia ad inquietar.) (Porgi amore a me coraggio, E non farmi vacillar.) Proseguite. Ah ! si . . . il mio fato Io ripongo in vostra mano. (Qual sospetto ! ) ( Ei si è turbato, ) Proseguite, Capitano. Di si puro e onesto affetto Palesate a me V oggetto. Amo Adele, e sono amato (gittandosi a suoi piedi) Di un eguale ardente amor. Taci . . . fuggi . . sciagurato. Deh ! . . . mi udite . . . Seduttor ! ai) . ATTO Le ripulse , e la baldanza Di colei comprendo appieno, Ma saprà trovarvi un frena Il paterno mio rigor. Tu fellon , tremar tu dei , Non godrai del mio rossor. Ella mi ama , e la speranza D'esser mia nutrisce in seno: Ah! se in lei venisse meno, Morirebbe di dolor. Non per me , pietà per lei Se giammai provaste amor. Vicino ad Adele Ch'io mai non ti coglia, Né ardir la mia soglia 1 Varcare mai più. L'oltraggio crudele Divoro nel petto : M'impone rispetto Dovere , virti*. Audace * l'invola ! Mie furie ridesti. Oh ! Adele ! tu sola Mi freni , mi arresti. Gerì. a2 Cap. L-insana tua fiamma, L'onesta mia fiamma^ L'indegno tuo foco, Reprimer fra poco , Estinguer saprò. Il foco ch'io v^anto , La morte soltanto Scemare mi può. (il Cap. parte) SVENAI v Il Generale , indi il Tenente. Gen. X ropp' oltre io mi lasciai Dall'ira trasportar,.. Ma non è desso PRIMO. m Lo sciagurato , che d Adele il core Fa ribelle al voler del genitore ? Allontanarlo giova Fino ai novello dì. Signor Tenente , Opportuno giungete , Ho bisogno di voi. Ten. Dite : imponete. Gerc.Àlla prima trinciera , Che al Maggior Dolzei fu confidata , Passi tosto Emerico, e non si muova, Finché altrimenti io non avrò disposto. Ten. E il Maggior ?. . ♦ (con sorpresa) ùen. Lo destino ad altro posto. Senza indugiar , correte , Avvertite ambidue. Dite al Maggior* Ch'io lo attendo iti città. Ten. Volo , o Signore. ($ Ah ! questo contrattempo Gen. parte) Delude un' altra volta Del Maggiore il disegno,.. La faccenda Corre di male in peggio, E come finirà , per me> non veggio, (parte) SCENA XI. Sala in casa del Generale. Esce fedele pensosa, e siede colla fronte appog- giata ad un tavolino. Alcuni Uffiziali e alcune amiche di casa la vanno consigliando. Coro Un genitor che v'ama Non provocate a sdegno, Del vostro amore è degn* Lo sposo che vi dà. Il vostro bene ei brama > Altro desio jion ha. m ATT O Ad. Intesi . . . penserò . . SI , con più calma Rifletterò, {si alza) Grazie vi rendo intanto, {come licenziandoli) Grazie del vostro zelo, (gli accompagna alla Io son pur sola . . . sia lodato il cielo, porta) Inutili parole , Freddi consiglj per un cor che avvampa , Per un'alma in tempesta I - . . Scampo ci vuole., e nullo, oh Dio! men resta. Ma intanto il Capitano (passeggia agitata ri- flettendo) Dov'è? che fa?... Quale conforto ei reca* À sì crudele ambascia? Nel bisogno maggior sola mi lascia. Vieni almeno y o mia speranza, Il mio cor a consolar. Reggerai la mia costanza Che incomincia a vacillar. Ambo al pie si gitterenio Del severo geniter ... Pregheremo , piangeremo Calde lagrime d' amor. Forse allor... mio ben chi sa r. Il suo cor - ai moverà... Si placherà . . «> Perdonerà . . . 0 solo che avanza Conforto d' amor ,. Prosegui speranza 9 Lusingami ancor , Sopisci un momento L'affanno ch'io sento. Deludi un istante L'amante - mio cor..* O solo che hvcìììzol Coitilo d' amur. PRIMO. fef SI, si... decisa io sono... o il Capitano, (è seduta) O nessun uomo al mondo... ancor non sanno Di qual tempra è il mio cor, di qual coraggio Questa debol fanciulla Armar si puote , se al cimento è messa ... Oh vedranno i crudeli... Alcun si appressa, (sor- Foia* *gli ahnen ! . ; . gè) SCENA XII. Il Sorgente e Adele. j£d. fanziosamente) llalfe! sei tu? che rechi? Il Capitano ov' è? Teco non viene? Sur. Piano , piano . . . ( Conviene Indorarle la pillola ... ma io Per cotali ambasciate , io non son buono. ) jAd Ebben... parla... eh© hai tu ? óar. Nulla di buono. Presto, presto leggete {^4dele legge) Questo biglietto , e uscir dà queste porte Lasciatemi per sempre. Ah} non ci avesse 11 Capitano mio posto mai piede ! Avesse a me badato ! Non lo vedrei come un facchin trattato, ^d. Misera me ! che lessi ! in tal maniera L' accòlse il padre mio ? Sar. Mille bastioni 1 Poteva accoglier peggio un tamburino Il più vii fantaccino dell'armata.? Corpo di una granata! Troverei!) delle spose Nobili come voi , belle del pari . . , Ricchissime egualmente. Ad, Ahi Ralte 1... e che ho da far? Sar. iNuii- ne so nie - ■- r>4 ATTO Ad. Tu pur ... tu mi abbandoni? Morta mi vuoi tu ancor ? Deh! mi consiglia; Fa di salvarmi dalla mia rovina. Sar. Povera Signorina! Sento spezzarmi il cor... via non piangete..* Procurerò . . » vedrò ... Ad, Caro il mio Ralfe, Non negarmi assistenza. Sar. Io , si , cospetto i Io vi protegge. Ad. Aspetta dunque. San Aspetto. {Adele va al tavolino, e scrive rapidamente, Il Sargente è imbarazzato) (Ella scrive^., prudenza! Avverti bene t Ralfe, di non entrare in qualche imbroglio.) Ad. Ad ogni costo io voglio (scrìvendo) Uscir d'affanno: a disperato male, Disperato rimedio. Sar. (Ahi! ci è del brutto... Ci è ilei brutto davver... la cosa è certa../ Ma io son volpe vecchia.) Adi Eccomi. (piegando la lettera? e andando a lui) Sar. (All'erta.) Ad. Vola tosto al Capitano: Questo foglio a lui rimetti T Ch' ei non cada in altra mano l Bada bene . . . corri . . . va . . . Sar. Piano un po' con questo andare! Io non corro ad occhi stretti. Signorina! un militare Dee sapere quel che fa. Ad. Ah ! capisco . . . Sar. Manco male* Ad. Tu diffidi . . . Sur. {Maturale* PRIMO. ti Senti, senti, non ci è nulla (copre la Che si debba a te celar. lettera) (Occhio, o Ralfe , una fanciulla Vorria farla a un militar.) (^td. spiega il foglio , il Sar. si accosta ecc.) Sorte avversa a noi si oppone (leggo) Supplicar, sperar non vale. Poverina , ha ben ragione , {da se) E' una bestia il Generale. Un pensiero io volgo in petto , Che a me stessa fa terror, (leggendo) Vostro padre non ha cor. {sempre più Son perduta. commosso) Non è vero. Disperata. No , cospetto. Bene in terra io più non spero. Oh ! ne avrete , io vel prometto. Forse io gemo , e prego invano $ Mi abbandona in fin T amor. Via coraggio :. il Capitano E' un brav' uomo , un uom d* onor. Seguitate, andate avanti y Una riga io scorgo ancora. Ch' io ti vegga alcuni istanti % Vieni a me, non far dimora. Alto là non è permesso, (con forza) Che mai dici ? oh Dio ! perchè ? (con sorpresa) Perchè un posto è a lui commesso, (con Perchè dee restar dov' è. gravità) Ralfe mio. (accapezzandolo) Non è fattibile. Chi lo vieta? Oaore ed io. Per pietà * . . Non è possibile. % 26 , ATTO Ad. Senti .... ohimè .... Sar. Signora, addio. Ad. No, tu vuoi fuggirmi invano, (arre- Assistenza devi a me. standolo) Sar. Disgraziato Capitano , (imbarazzato) In che impiccio io son per te. Ad. ( Deh I se amor provasti mai, Ti commova un core oppresso, . Di dolor morir mi fai Se non cedi al mio pregar. Sar. \ (Bada, o Ralfe , a quel che fair I O l'onore è compromesso ) f No , davver non voglio §uai , v Non mi lascio infinocchiar. Ad. Vanne, spietato -Ma senti bene, (risoluta) Uscir di pene - Saprò da me. Sar. Come ! spiegatevi : - Un altro imbroglio Ad. Se al Capitano - Non rechi il foglio... Sar. Ebben Signora... (spaventato) Ad. (minacciosa) Allora . . . Sar. Allora ? . . . Ad. Son morta . . . Sar. Oh diavolo ^ Ad. Morta per te. Sar. Oh! no, fermatevi... ohibò, non fate... Ma che spropositi!... che ragazzate! Ad. Si , sì trafitta qui per mia mano Il Capitano - mi troverà. Sar. Trafitta un cavolo!... no, non morrete. (Chi può resista!...) Paga sarete; A me la lettera - tant' è... l'avrà... a z Vanne, corri... a te commetto La mia vita e la mia pace. Vado , corro . . . ma cospetto , Meno furia,., flemma... pace. PRIMO. 27 Ad. (Ah! l'ardor ch'io provo in petto I Di frenar non son capace. Ah ! gì' istanti eterni sono Alle smanie dell' amor. ) Sai<.\ (Ralfe, Ralfe quel foletto j Fa di te quel che le piace . . . > Disciplina, onor , perdono! I Mi ha tradito il mio buon cor. (partono) SCENA XIII. Il Colonnello , indi il Generale. Col. i^ì attenda il Generale, e francamente Si sveli il dubbio mio. {siede) Dubbio ! che dico? 10 ne ho certezza. Ella non mi ama e il core Per altri ha .prevenuto .... Me lo dice abbastanza il suo rifiuto. Ed io dovrei per forza Posseder la sua mano? Gen. {di fuori) Entrar si faccia t E qua fuori aspettar, (ih iscena) Un prigioniere Chiede a te presentarsi , ed assicura Che lo conduce a te somma premura. Coi. Un prigionieri chi è desso? GenXJn giovine cadetto. Odilo, e poscia Alle mie stanze ascendi: ivi ti aspetto 11 contratto a segnar. Ecco il cadetto. (il Gen. pur té) SCENA XIV. Il Colonnello e la Contessa. Col. A ppressate : chi siete ? Q lale affar vi conduce ? Con. (da lontano) Il Colonnello & ATTO Più non Serba memori* Degli amici lontani ? Col. Oh Cieli qual voce? ComNon così la Contessa. (si avvicina , e to- gliendosi il casco , si dà a conoscere) Col. Ah ! chi mai vedo ? Elvige ! Con. Elvige istessa, Col. Ma come ? in quelle sp9glie ? In tale stato? Con. (rapidamente) Il padre mio, che avverso Fu sempre al nostro amore, In battaglia morì. Col. (Mi manca il core.) Con, Lasciai tosto la patria, e il mio germano Che comanda V assedio Prontamente raggiunsi, e non trovando, Per vederti e parlarti , altra maniera Immaginai di darmi prigioniera. Riesci l" espediente : ecco : io ti ree© La mia destra , il cor mio . . ♦ Ma tu tremi £ cos5 hai ? Col. (con/uso) (Che dir deggio?) Con, Io serbai la data fede , Tutta amore a te volai , Tu qual palo immoto stai, Sei di ghiaccio innanzi a me I Bella in ver mi dai mercede ! Bel compenso a tanta fé ! Col. Ah Contessa i (confuso) un tale evento... Ha di un sogno la sembianza : Di vedervi, la speranza Già perduta aveva il cor*.. Mi colmate in tal momento D'imbarazzo, e di stupor. .Con. Qual favella 1 che imbarazzo ! Col. Ah! di yoì non son più degno. PRIMO. ; ap Colonnello! sei tu pazzo! Sono entrato ,. hi altro impegna. Ammogliato J (sospesa) Ancor noi sono. Tu sei mio, non t'abbandono. Ilo promesso al Generale..,* lo mi getto al vostro pie. *• SCENA XV. Il Generale e detti Ci \ he mai vedo? (arrestandosi sull'in-* Assai più vale gresso) La promessa fatta a me. (tragge una Mira ingrato , è quésto il pegno carta) Della fé che mi hai promessa. Ah' di voi rni resi indegno, Abborritemi Contessa. Che mai scopro? un altro impegno? Ei lo afferma! lo confessa! f Mille affetti in un momento r 1 Si combattono fra lor. 1 Ah ! non era a tale evento Preparato questo cor. Esili ancora? (con sdegno) Ahi I misero ! Scegli fra due . . . chi vuoi ? Deh ! respirar lasciatemi, lo scieglierò per voi. (si scopre) Cielo . . . Signor 1 Gen. (al Col.) Tacete. Quel foglio a me porgete , (alla Con.) Scritto è di vostra mano {al CoL) Ogni pretesto è Vano; i So ATTO Contessa il dritto vostro Sacro per me sarà. {al Col.) Straccio il contratto nostro , (straccia La mano a voi darà, il suo contratto) Col. Ah ! che faceste ? Gen. Scostati. Con. Cor generoso e umano. Col. Deh ! mi ascoltate . . . Gen. E' inutile Col. Deh ! riflettete. Gen. E' vano, a 3 Onore 4. • A sostieni,.. Amore Quest'alma furente: Più senno, più mente, Più core non ho. (partono) SCENA XVI. Atrio terreno con portone in prospetto. Il Capitano e il Sargente entrano guardinghi , e avvolti in un mantello. Cap.l^ccoci alfin. Sar Ci siam pur troppo... Io tremo. Più che se andassi incontro ad un bastione Che sparasse a mitraglia ... ah . . . Capitano Torniam indietro. Cap. Il tuo timore è vano. Nessun ci vede ... un sol momento udirla, Favellarle un istante , e poi partire , A me lo credi , esser non può funesto . . . Sar. Funesto non sarà . . . ma fate presto. Cap. Taci . . . alcun giunge... al limitar tu veglia PRIMO. 5i E sollecito riedi ove periglio Scorger ti sembri di venir sorpresi. Sur. Vado .... ma per pietà . . . Cap. Spicciati: intesi? (il Sargente parte. Il Capitano in dispar* te. Esce Adele) SCENA XVII. Adele e il Capitano. Cap.x vara Adele ! Ad. Emerico! Oh qual mi hai data Prova di vero amor 1 Cap. _ Io per vederti Tutto , tut,to obliai; ma pochi istanti Teco restar poss' io . . . Ad. Da questi istanti Dipende la mia vita. Cap. Ah pur troppo lo so. . . mi sei rapita. Ad- Un' ora sola , un' ora Di libertà mi avanza... e son perduta Se non mi salvi tu. Cap. Parla . . . che brami ? Che far degg io ? Ad. Con una pronta fuga Al tuo rivai sottrarmi. Cap lo disertar ! .. . puoi tu di ciò pregarmi? Ad. Risolvi. Cap. Ah I no , non posso Mi è affidato un comando. Ad. Io la mia vita Affido a te. Cap. L'onor lo vieta Ad. Amore. Te ne scongiura. t Cap. Ah tu mi spezzi il core . . » Z% ATTO Ad. Vieni , cerchiam ricovero D' alpe romita in seno : Loco ne tenga almeno D' ogni fortuna amor. Cap. Teco ramingo e povero Stato godrei giocondo ; Ma non ha bene al mondo Chi può tradir l'onor. Ad. Dunque mi vuoi tu perdere ! Cap. Mi vuoi tu infame , o Adele ? Ad. Oh! estremità terribile! Cap. Necessità crudele J a % Non resta a noi che gemere , Che sospirar la morte * . , Fato , d'amor più forte , Ci yuol drvisi ognor. SCENA XVIH, Odesi da lontano il cannone. Esce il Sorgente frettoloso. p Sar. JL ar che brontoli il cannone ♦ .,. Gran rumor si fa per via . . Signorina , andate via . . . Capitano, usciani di qua,,. O cospetto di un bastione Uno scandalo sarà. Cap. Si, dividerci conviene. Ad. Vanne , e segua ognan sua sorte. Sar. Manco male, Cap. Addio mio bene. Ad. E per sempre. Cap. (si dindono) Eternamente. Sar. Marche avanti. Ad.Cap. (volgendosi indietro) Ah !... m'odi.,, ascolta Sar. Siam da capo un'altra volta. PRIMO. 53 Ad.CapS Con noi resti una jnemoria ) Di quest* ora di dolor. Sar. |Ci mancava quest'istoria, ( Maledetto sia l'amor. Ad. Prendi l'immagine {si stacca dal collo D'un infelice, un ritratto) A cui non lice Venir con te. Cap. Prendi le lagrime (le porge il suo Di un cor oppresso, fazzoletto) A cui concesso Più ben non è. Sar. Corpo di un ussero! (intenerito si a- Divento pazzo? sciuga gli occhi) Come un ragazzo lo piango affé. .Ad. Cap. Perfin che a vivere Gostrett io sono, Sì tristo dono Starà con me. Sar, Andiam , vi replico, Con chi ragiono? Prevedo il tuono Per tutti e tre. (si dividono, e stanno per uscire da varie partì. Odesi suon di trombe, si arrestano suW ingresso) Ad. Ah! qual rumori *) fermatevi *) (correndo a loro) Cap. Cielo! *) l'avea pur detto *) (torna indietro) SCENA XIX. Il Maggiore e detti Mag. *) Voi qui! voi qui... **) bravissimo. 2* *;, (al (vp.) **} {ride) 54 ATTO Cap. Signore ! (risentito) Sar. Maledetto! Mag, Mentre la guarnigione E' tutta in confusione, Novello Achille in Sciro 11 Capitan qui sta. La sua prudenza ammiro, Applaudo in verità. Cap. Signor Maggiore! (con furore) Ad. Ah! frenati. Sar. Una bombarda ho in petto, (fremendo) Cap. L'insulto vostro... Mag. 11 meriti. Cap. Ci rivedrem. Sar. Cospetto ! (per uscire) Mag, Di qua non esci. Sia. Ahi! misera ! SCENA XX. Escono gli Uffìziali e i Soldati, indi il General? trattenuto dal Colonnello e dalla Contessa, Coro ìTji arresti il traditor. Cen. Dov'è mai? dov'è l'indegno? 11 codardo? il disertore? Col. J)eh ! calmate il vostro sdegno. Con. Moderatevi Signore. G*n, Ecco il vile, {avanzand scorge il Cap.) Ad. Ah ! padre mio ! Gen, Va... più padre non son io: (rigettan- Son un uom disonorato, dola) Son tradito ed infamato , Il mìo sangue invano ho speso, Qui da vii per te moro. {a! Cap,) lì tuo posto fu sprpresp. (con fai za) PRIMO. 35 Cop.Sar. Ah gran Dio ! Ad. Più cor nop ho. (Il Gener. è in mezzo vivamente addolo- rato, il Col. lo va confortando. Ad. è sostenuta da un lato dalla Con. Il Cap. doli9 altro è appoggiato sul Sar. atterrito, v Il Mag. è in disparte tranquillo) Tutti. Del mio crudel destino L' ultimo colpo è questo. Corpo di un rivellino Parificato io resto*. Serbato a questo oltraggio Era il mio capo antico! Richiama il tuo coraggio , Entra in te stesso, amico. Ah! che del suo delitto Fu la cagione amore. Al genitor trafitto Nascondi il tuo dolore. Gen Cap, Ad. Ogni mio bene è spento , Morto è perfin l'orior. Con. Col. Vedi? sì tristo evento Rende il tuo duci maggior. Corpo di un reggimento ! Yedi a che guida amor. a 7 Cap Gen. Ad. Mi fosse almen del pianto Lo sfogo sol concesso , Del mio dolor l'eccesso Sollievo oh Dio! non ha. 36 ATTO Col. Con. Sar. Non disperar cotanto , Consola il core oppresso: Ah! che il mio spirto istesso Perdendo ornai si va. Mag. Del tuo valore il vanto Ti giovi , o stolto , adesso , Ti vedo alfin depresso , Ma poco è al mio furor, {il Gen. dopo pochi momenti passeggia su e giù per la Scena, indi si avanza più calmato , e si volge agli Uffizioli e ai Soldati) Gen. L'infelice s'imprigioni; Custoditelo , o Tenente , E si aduni prontamente Il consìglio militar. Sar. Eccellenza ... mi perdoni . . . Ma direi... con permissione;,. Se perde la posizione , La potrà ricuperar, (il Gen. gli volge Mag. Arrogante 1 ai superiori le spalle) Osi tu di dar pareri? Coro Ti allontana. Sar. Sì signori Gen. Si consegni ai granatieri. Cap.*) Generale . . . **) io non mi scuso, *) (in mezzo ai Soldati) **, (si avanza al Gen.) Di rigore io non vi accuso; Meritata ho la mia sorte , Con valor l'incontrerò^ Ad. Io cagion della tua morte, Io morir con te saprò. Gen. Taci , . . scostati . . . spietata r Tu cimenti il mio furore. Ad. E in me piombi. Gen. Forsennata! PRIMO. fy Col. Con. Vi calmate. Ad. Oh mio dolori Gen9 ( Ah! si tolga a me davante, Non mi segua ad irritar. Col. Con. [Sventurata, incauta amante! L'ira sua non cimentar. CoroMag. jSi raduni sull'istante 11 consiglio militar. Cap. Ad. Sar. [Ah! non ho valor bastante Di lasciar!" e non tremar, o Tutti. Il Capitano , Adele. Deh ! perdona , 1 '"/Li* è innocente , Io son re che 1 trassi in errore ; a o ' Odi i prie^hi di un'alma che more, Odi amore , natura , pietà. Generale. No , tacete ... di un padre dolente Rispettate, l'affanno, l'orrore. Non ascolto, non odo che onore, Sordo zi p^" i| mi fa. Colonnello 9 Contessa , e Donne. v;« : 9 sper;: . , in un cuore clemente \ leni , r Noi* resiste, non dura il furore... Sventurati ! mi spezzano il core La lor sorte spavento mi fa. ATTO PRIMO. Sar gente. Non ci è scampo: l'hai fatta, Sargente ♦ Veterano ! uom di testa ! tutore ! Oh I vergogna ! ove Jio perso V onore Yo' recarmi , ammazzarmi colà. Maggiore , Uffizioli. Non si ascolti la colpa è evidente Si punisca - Fia giusto il rigore Il castigo del vii disertore All'armata d'esempio sarà. Fine dell9 atto primo. __^ fe ATTO SECONDO. SCENA PRIMA. Sala , come nell' atto primo. 7i Generale passeggia pensoso e agitato , alcuni Uffizioli stan dietro a lui aspettando i suoi ordini. rv Coro X ace, sospira, e medita... E' giusto il suo dolor . . . Del Capitan l'error Non ha difesa. Di tanti sforzi il frutto Tutto per lui mancò » . , Più la città non può Fuggir la resa. SCENA II. Il Colonnello e detti, appena il Colonnello entra in iscena} il Generale gli va incontro. Gen.L^bbene , amico ? Col. Io la lasciai piangente Fra le braccia di Elvige. Ella pur nutre Speranza vii perdono. Ge.n. Abborrirla dovrei,., ma padre io sono. (dopo alcuni momenti) Abbastanza infelice La rese il traditor. Coi. E per lui nulla 4o ATTO Avvi a sperar ? Gen. Nulla.., per lui non sono Che giudice severo . . . Al Consiglici io in invio. Col. No . . . non fia vero Gen Chi mei vieta ? Coi 11 tuo cuor. Puoi tu tranquillo Veder colui che chiami Lv Adele seduttore Puoi tu la voce De* privati obliar affetti tuoi? R;spordi , lo puoi tu? no non lo puoi. Gen Mi abbraccia - il tuo consiglio (commosso) Se^ uè A mio cor ... al militar consesso Presiederai tu stesso. . , a te confido L onore dell' Armata e T onor mio (frenan- do il pianto) Se puoi.,, se il merta... usa clemenza... addio. (parte) SCENA UL Adele , la Contessa e il Colonnello. uià. t\\\ I padre ! ... Ei si allontana, Ei mi traccia da se. Col, (tornando indietro, Sperate % Adele: Et vi perdona , e al militar eonsigho Ch'io presieda ordinò S'io fui cagione Della vostra sventura , a ripararla Adoprarmi vor,l! io. Aà Cielo! e fia vero? Sperare ai^oor w\ lice . . , Con ..Si : ti colo na : io li vedrò felice. Ad., Av w 7Wò il core A te; àie pene , Ve; » bene Sfterar aon sa. SECONDO. 4i con. Chi sente in petto Uina in» a fletto , Error d amore Perdonerà. j4ch Ma il padre irato . . . Con* Sarà placato. Ad. Ma il tribunale . , ■ Con. Lo assolverà. a 2 0 speme d'un'alma - Che a te si abbandona, Tu i voti corona * Tu calma il timor. 11 Cielo si pieghi - Ai prieghi d'amor, {partono) SCENA IV. Atrio terreno, come nell'atto primo, con veduta della Sala preparata pel consiglio. Il Maggiore, il Tenente, il Colonnello , e Coro di UJfiziali. Coi. »Oignori , il tristo ufficio a cui ne astringe •iDi guerrieri il dover da noi si compia «Con giustizia ed onor; ma rammentiamo». wChe la giustizia istessa "Clemenza non esclude , "Che soverchio rigor non è virtude. Coro Del valoroso giovane Ognun ricorda il merto ; La gloria ond* è coperto Caro al guerrier Io fa. ., Possa scolparsi il misero + Degno apparir di scusa; E da giustizia esclusa Clemenza non sarà. (prendono 42 ATTO posto : ci un cenno del Colonnello s' intro- duce il Capitano disarmato» Rafe lo ac- compagna. Sar. Non temer , Capitano , Non lasciar soverchiarti. Io, io cospetto 1 Difendere saprò la causa tua Meglio che Ciceron prò domo sua. (il Capi- tano stringe la mano al Sargente senza parlare ; siede al posto destinato per lui Breve silenzio) Col. Vi è nota la camion per cui si aduna 11 militar consiglio ? Cap. *' Àppien mi è nota. Col Addur potete alcuna» Difesa al vostro error? Sar. (da*se) (Mille) Cap. Nessuna. ; Sar. Menzogna , miei signori!... (forte) Cor oSilenzìo. Sar. Più non parlo. Col. Ordine espresso Aveste voi di non lasciare il posto A voi fidato? Gen.(accenn. al capo) (No.) Cap. Sì : T ebbi. Col. # ; (Ahi lassò ! ) (Ei si perde ) Mag/con gioja al Tenente) (Ei si accusa) Col. E perchè dunque Ad onta del divieto Poteste abbandonarlo? Cap. E' mio segreto* Col. Palesatelo, Cap. E# vano. Mag. Avvi chi dice Che grave alterco aveste S E C O N I) a 45 Col Generale. Cap. E' vero. Mag. E si sospetta Che abbiate per vendetta Consegnato quel posto all' inimico. Cap. lo! ! ! Sar. Questo poi . . . Coro Silenzio. Sar. Altro non dica. T'eri. In fra l? vostre carte Un foglio si trovò vergato in cifra, Ma dal Danese General segnato , Che avvalora il pensìer del tradimento, Cap.Fra le mie carte ! 1 1 Sar. No . . . Coro Zitto ! Col (Che sento?) (un l/ffiziale passa il foglio al Colonnello indi lo reca al Capitano) Lo ravvisate voi ? Cap. No. Mai contezza Di quel foglio io non ebbi Cól. E in vostra mano Come pervenne mai? Potete alcuna Prova allegar che altrui diretto ei sia ? Cap. La mia parola, la coscienza mia.. (breve silenzio) CbL Soldati, al career suo Si riconduca il reo. (si alzano tutti) SCENA V. ■ fedele accompagnata dalle Donne. Ad. jl ermate Cap. Adele 1 Ad. Emerico ! (si precipitano una verso V altra) 44 ATTO Mag féi Soldati) "Ubbidite. Ad. Un solo istante Concedete, crudeli, al dolor mio (son divisi) Mag. Si passi alla sentenza, (tutti si ritirano in fondo alla sala , e richiudono la porta) Ad. lo inoro (abbando- nandosi fra le braccia delle Donne) Cap. (partendo) Addio, (parte fra i Soldati) SGENA VI. Adi le e Coro. Indi gli ZJffiziali , e ^ Coro dìUf^ In voi tornate . . . Non disperate . . . Berdijto ancor non è. Lungi da queste Sòglie funeste , Con tioi volgete il pie. Ad. Dove son' io ?.. . (torna in se) Fu sogno il mio ? . , • O delirai finor ? . . . Ah ! non sognai fco?i disperazione) Non delirai Yerace è il mio dolor. Cielo che in cuor degli uomini Ogni segreto scorgi , Tu sai s'egli è colpevole,. Sai s'innocente egli è . . . Soccorso a lui tu porgi, Salvo lo rendi a me {Si aprono le porte e n9 escono gli Uffiziali e il Colonnello. Uno di questi ha in mano la sentenza) SECONDO. 45 Ad e don. Ah ! è deciso . . . Coro e uomini Al Generale La sentenza sia recaU. \jil Maggiore e il Tenente partono con la sentenza) Ad. Deh ! fermate . . . deh ! ascoltate . . . (precipitandosi in mezzo a loro) Col. Che mai chiedi , o sventurata ? . . . (arrestandola) Ad. Proseguite.,, ah!... no... v'intendo... E' perduto ... oh !.. . giorno orrendo ! Non è ver che uccida il duolo S'io respiro e vivo ancor. Col.eCoroA sperar ti resta solo Che lo salvi il genitor. Ad. Oh speme inutile ! - Oh cruda legge! A chi ricorrere ? - Chi lo protegge? Se inesorabile - E' il genitor. Ah! che per piangere - Come io vorrei Non han più lagrime - Quest'occhi miei Non ha più gemili - L'oppresso cor. Col. e Cori v : consolati - Calma l'affanno Vieni 11 cor del padre - Non è tiranno Lo potria movere - 11 tuo color. {partono} SCENA YII. Sala come prima. Il Generale, il Tenente e il Maggiore, (il Generale esamina la sentenza) Gen.llo, di si reo misfatto Capace io non lo credo : avvi un mistero Che comprendere non posso. Mag. Il vostro cuore 46 ATTO Nobile e puro non possibil crede Tanta perfidia. Ten. Ove però vi sembra Ingiusta la sentenza , Ed a favor del reo pietà vi parla..» Mag. Correggerla potete... Ten. Ed annullarla. (ren.No : della legge a fronte Tacer debbe pietà. - Bramo, o signori, Solo restar per ora. Mag.{ Vieni ; in porto slam noi.) Ten. (Noi credo ancora) {il Maggiore e il Tenente partono) SCENA Vili. Il Generale , e il S urgente. &en.i\ ulla manca al processo . . . (dopo alcuni Adempiuta è la legge, momenti di silenzio) Sar. {sulla porta) Entriam : vedremo Se dalle mie ragioni Convinto non sarà. iJen. Misera Adele! Questa sentenza costerà la vita A tre vittime a un punto. Sar. (avanzandosi) Animo , o PialTe r Senza esordio : ex abrupta. Gen. Offeso onore Esige il sangue suo. Sar. precipitandosi) Piano , Signore. Gew.ìlalfe! che ardire è il tuo? Chi ti permise entrar? Sar. (Comincia m^la.) MA permise . , . dirò . . . Voi non potete Ricusar di ascoltanti. SECONDO. 47 Gen. Parla. Sar. (Eloquenza mia, deh! non lasciarmi.) L' ingiustizia del Consiglio . . . Voglio dir . . . della sentenza. . . (Ah ! mi scappa I eloquenza . . .) Vo provar che reo non è. Gerì. Parla pure: non temere: Rassicura il cor turbato : Se innocente è. l'accusato £ Ne' andrò lieto al par di te. Sar. E innocente , innocentissirao. 10 lo giuro. Ne hai tu prova ? Cento . . . mille . . E' mio pupillo . . . Ciò non serve: ciò non giova. Tre ferite in petto porta... Non rileva: non importa... Si è distinto segnalato. Or d'infamia si è macchiata. Ama Adele, e questo amore... Non cancella il grave errore. Vostra figlia in conclusione (rapida* Del suo fallo è sol cagione... mtnlz) Minacciava di morire . . . Non volea ragion sentire . . . E se more il Capitano Elia pure morirà. Stan due vite in vostra mano... Grazia, grazia per pietà. Ah ! potessi col dovere Conciliar gli affetti miei! 11 mio sangue, oh ciel, darei Per potergli perdonar. (Non mi scappa è in mio potere L'ho convinto l'ho coni mosso- . . . Raife , avanti; Ralfe, addosso j Non lasciarlo respirar, ) Gen. ATTO Dunque , Signore , perdonerete ? La legge il vieta. Voi lo volete. Sai sconsigliato, che cosa importi (potestà grazia a cui mi esorti l La sua salvezza. Il suo rossore. Vuoi tu che viva nel disonore ? Nemmen per ombra . . . Veder lo vuoi Grave a sé stesso , in odio ai suoi ? Amari giorni trar nel bisogno? Unir infamia a povertà? Nemmen per ombra, nemmen per sogno Piuttosto morte. E morte avrà, (il Gen. sottoscrive rapidamente la sentenza) a 2 /No Signore . . . Cos' ho fitto ? [ Me meschino ! . . . Cosa ho detto ? Mi disdico , mi ritratto . . . Non consento . . . non permetto . . , (Ah! mio caro Capita»©, W scannarmi di mia mano... Ah ! da lui mi son lasciato ) Imbrogliare . . accalappiar. Taci . . . vanne . . . Ad ogni pattò A punir son io sforzato . . . Lavi il sangue il suo misfatto , Mora almeno da soldato... (Ahi 1 affanno io celo invano, Che mi squarcia a brano a brano.. , Ahi di lui più. sventurato, lo vivrò per Inchinar.) {il Sar. parte) SECONDO. 49* SCENA IX, Il Generale solo , indi un UJfiziale , per ultimo il Colonello e la Contessa. (Il Generale rilegge di nuovo la sentenza: reste un momento indeciso, indi risolutamente si alza e chiama.) Gen.Uhi! chi è di là ? *) prendete... *) (si presenta un Iniziale) Segnata è la sentenza.. . oggi... a tre ore.. . Si eseguisca . . . (Sei pago onor crudele. ) (con voce tremante. Fa un cenno alV Uffiziale, ed egli parte) Col. Dunque è deciso? Gen. Sì . . . Con. Povera Adele ! Gen. Assistetela voi. Dalle sue stanze Non si lasci sortir. Con. Al suo destino Comincia a rassegnarsi . . . ella non brama Che parlarvi un istante , e non implora Che veder l'infelice anzi che ei mora* Col. Questo conforto , o amico f Ricusarle non puoi : da un cor trafitto Troppo esiger saria. Gen. Sì . . . qual vi sembro Io non sono crudele... Ah! s'io potessi Strugger quel fatai foglio ! . . . Con. (con premura) Allor Signore?.. . Gerc. *)Allor...**) ma vana speme io nutro in core* *J (